Casa e discriminazioni: il Progetto Nausicaa e la ricerca della casa
La ricerca di una casa rappresenta uno degli ambiti in cui le discriminazioni nei confronti delle persone con background migratorio si manifestano con particolare frequenza. Accade, ad esempio, che la disponibilità di un alloggio venga meno quando chi cerca casa comunica il proprio nome o che siano richieste garanzie aggiuntive, solitamente non previste. Si tratta di segnali non sempre visibili, ma che raccontano di ostacoli reali e di situazioni discriminatorie nell’accesso alla casa.
Il progetto Nausicaa tra ascolto, monitoraggio e supporto
Attraverso la raccolta di segnalazioni, i colloqui di supporto, le attività di formazione e sensibilizzazione, il progetto Nausicaa contribuisce a far emergere questo fenomeno a partire dall’ascolto delle persone coinvolte e dal confronto con il territorio.
Un’attenzione che si intreccia con il lavoro svolto e il quadro restituito dallo Sportello Antidiscriminazioni del Comune di Bologna (SPAD) – della cui rete Arca di Noè è parte – che nel Rapporto 2024 ha evidenziato tra le varie forme di discriminazione, anche quelle legate all’abitare, in particolare nei confronti di persone con background migratorio o in condizioni di vulnerabilità.
Questi elementi rafforzano l’impegno del progetto Nausicaa nel rilevare e rendere visibili situazioni di discriminazione spesso sommerse. Questo si rende possibile attraverso il lavoro di rete, la formazione e il supporto individuale: azioni che promuovono percorsi di autonomia e un accesso equo a soluzioni abitative stabili.
Per saperne di più ascolta l’intervista a Henry e l’intervista a Gina che hanno trovato casa grazie al supporto del progetto Nausicaa.

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